La Cisal in cabina di regia sul Pnrr
Copertina di: La  Cisal in cabina di regia sul Pnrr
30 Settembre 2025
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Onorevoli Ministri, rappresentanti della Cabina di Regia,

Come CISAL riteniamo che la quinta revisione del PNRR, approvata dall’Ecofin, rappresenti un passaggio importante. Era infatti necessario rivedere misure che, nei termini originari, non risultavano più realistiche. Tuttavia, non possiamo non evidenziare un limite: la mancata condivisione. L’ultima riunione della Cabina di regia con le parti sociali risale al 2023. In questo modo si indebolisce il ruolo di uno strumento che dovrebbe invece essere centrale. Auspichiamo, pertanto, che da oggi in avanti le cose cambino.

Un nodo critico resta quello della spesa effettiva. Sebbene molti traguardi formali siano stati raggiunti, la spesa reale – cioè quanto effettivamente pagato, realizzato, affidato – risulta ancora molto inferiore rispetto ai fondi ricevuti. Al 30 giugno 2025 risultano erogati circa 70 miliardi di euro, con un incremento modesto rispetto ai trimestri precedenti: un segnale che la spesa non procede al passo necessario. Le cause dei ritardi sono note: burocrazia, difficoltà amministrative, lentezza nei bandi, carenze progettuali e contenziosi. Alcuni interventi rischiano di non concludersi entro dicembre 2026, termine finale stabilito, con il concreto pericolo di perdere risorse europee. La stessa Commissione invita gli Stati membri a rivedere i piani proprio per evitare questa eventualità.

D’altro canto, non mancano risultati positivi:
• i target formali sono stati rispettati, consentendo all’Italia di ricevere le tranche previste, e il nostro Paese è quello che ha beneficiato del maggior volume di fondi in valore assoluto;
• in settori come digitalizzazione, connettività, green economy e infrastrutture di ricarica elettrica si registrano progressi tangibili, che tuttavia non sembrano incidere in maniera significativa sui gap territoriali, generazionali e di genere, obiettivi trasversali cui il PNRR era finalizzato;
• positivi anche gli interventi su economia circolare e trasporto ferroviario, cardini della mobilità sostenibile per persone e merci.

Sono segnali incoraggianti, che però non cancellano le disparità territoriali: le regioni e le amministrazioni locali, soprattutto al Sud e nelle aree interne, faticano a reggere la complessità degli interventi. Il rischio è che gli squilibri presenti nel sistema Paese non vengano corretti come auspicato. Per questo riteniamo opportuno prevedere, una volta conclusa l’attuazione del PNRR, un momento di approfondita analisi, con un reale coinvolgimento delle parti sociali, per valutare l’efficacia delle misure adottate. Non basta verificare se i target siano stati raggiunti: occorre capire se le esigenze che hanno motivato quegli interventi siano state realmente soddisfatte e se ciò sia avvenuto grazie a questo strumento.

Basti pensare al programma GOL: sono stati investiti 5 miliardi, ma l’aumento dell’occupazione è un effetto diretto del programma o dipende da altri fattori? Chi effettua questa verifica? In questo senso ricordiamo che, nel PSB approvato lo scorso anno, il Governo ha previsto da un lato il potenziamento di investimenti in aree strategiche, dall’altro l’impegno ad assicurare il completamento degli interventi previsti dal PNRR, prevedendo ulteriori riforme e risorse dal 2027 nei settori in cui potrebbero permanere criticità e fabbisogni anche dopo la sua conclusione. Riteniamo che, in questa nuova fase, debba esserci il pieno coinvolgimento delle parti sociali. Ribadiamo, infine: ogni euro speso deve tradursi in servizi ai cittadini, in occupazione, in sviluppo reale. Ogni euro perso non è soltanto un’occasione mancata: è un diritto negato ai cittadini.

Maria Rosa Calabretta Cisal