L’Italia nel comparto “Automotive” vanta una lunga tradizione di eccellenza, con oltre 270.000 addetti alla produzione ed un fatturato di circa 100 miliardi di euro, con marchi riconosciuti a livello mondiale ed un ricco patrimonio di design e ingegneria, ed è sempre stata all’avanguardia nell’adozione di tecnologie innovative. Riguardo le imprese del settore “componentistica”, queste sono prevalentemente di piccole dimensioni, il 50% di esse ha meno di 50 dipendenti, tra le caratteristiche si evidenzia che molte sono indirizzate alle esportazioni nei mercati tedeschi e francesi, i quali stanno riducendo la propria produzione. Purtroppo, la dimensione limitata di molte imprese che operano in questo segmento, impedisce la possibilità di investimenti tecnologicamente avanzati, determinando un ritardo del settore in alcune aree di sviluppo. Altro fattore di debolezza è il ritardo dell’elettrificazione che si riscontra sia nella quantità delle vetture elettriche immatricolate, che nella rete di colonnine di ricarica non adeguatamente sviluppata. Tra l’altro, l’abbandono del motore endotermico, rappresenta un fattore di rischio per l’intera filiera di eccellenza italiana, infatti, sebbene la maggioranza delle imprese realizzi prodotti destinati a qualunque tipo di veicolo, indipendentemente dall’alimentazione, la temuta scadenza europea impone un cambiamento del modello di business delle imprese, tra mantenimento della produzione per paesi extra-UE, virata verso l’elettrico o addirittura uscita dal settore auto. Al riguardo, questa OO.SS. ritiene preoccupante il dato che per il 2035 si prevede la perdita nel settore di circa 70.000 posti di lavoro, ed in questo scenario, al fine di porre riparo a questa autentica emorragia occupazionale, appare sia opportuno dirigersi verso l’allargamento del mercato delle auto elettriche, consentendo, tuttavia, il mantenimento di valide prospettive per il mercato endotermico alimentato da e-fuels e bio fuels. In merito al taglio in Finanziaria di circa l’80% delle risorse destinate al Fondo Automotive 2025-2030, auspichiamo che possa essere corretta nel corso dell’iter parlamentare. La CISAL esprime perplessità riguardo alla tempistica con cui l’Unione Europea intende adottare la piena attuazione del passaggio all’auto elettrica, anche in considerazione del fatto che in tutto il resto del mondo ad oggi non sono state adottate le stesse tempistiche e fissati gli stessi traguardi. Il timore nasce dalla circostanza, che si sta palesando in modo sempre più concreto, che la ricerca della sostenibilità ambientale venga perseguita senza considerare nel modo più adeguato le conseguenze che essa comporta dal punto di vista “socio-economico”; sono recentissime, infatti, le preoccupazioni che nascono dai dati, sempre più allarmanti, che gli analisti prefigurano circa le ricadute negative sulla produzione industriale e sull’occupazione dei lavoratori nel settore. In sintesi: è necessario che la sostenibilità ambientale venga conciliata con la sostenibilità sociale ed economica, un’esigenza che l’attuale road map di passaggio all’auto elettrica sicuramente oggi non contempla.
Crisi Automotive
11 Dicembre 2024
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