La sicurezza non si misura dopo la morte

L'angolo del Segretario

Moltissimi morti in pochi giorni. Poi un ragazzo di diciotto anni e un manutentore schiacciato sotto un mezzo. L’impennata iniziata a giugno non si è arrestata: nelle ultime giornate di luglio la sequenza si è ulteriormente infittita e il Paese rischia di osservarla con assuefazione. Chiamarla ancora “emergenza” è quasi un alibi: un’emergenza è imprevista e circoscritta; questa è una …